kalā teatro APS
Vicolo Riviera 9
33034 Fagagna (UD) Italia
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A settembre 2024 un gruppo di artisti provenienti da molti angoli del pianeta si è riunito ad Altana, un piccolo borgo nelle Valli del Natisone, per dare inizio ad un progetto di arte relazionale. Lo abbiamo chiamato Home.
Con noi Chiara Vigo, tessitrice del bisso, custode di un sapere antico, portatrice di un messaggio di riconnessione con la dimensione sacra della vita all’insegna di un rispetto profondo della Terra.
Home è un’opera d’arte collettiva, un modo per ritrovare il filo che tiene insieme tutte le cose, uomini, animali, piante, la terra tutta. Un risveglio, che tiene insieme fili, canti, danze e musica per legare tutto insieme, la comunità umana, e poi umani con animali, piante, la terra tutta.
In September 2024, a group of artists from many corners of the world gathered in Altana, a small village in the Valli del Natisone, to launch a relational art project. We named it Home.
Joining us was Chiara Vigo, a master weaver of bisso (sea silk), guardian of ancient knowledge, and bearer of a message calling for reconnection with the sacred dimension of life, rooted in a profound respect for the Earth.
Home is a collective work of art, a way to rediscover the thread that weaves all things together—humans, animals, plants, and the Earth itself. It is an awakening, intertwining threads, songs, dances, and music to bind everything together: the human community, and then humans with animals, plants, and the entire planet.
Septembra 2024 se je skupina umetnikov z različnih koncev sveta zbrala v Altani, majhni vasici v dolinah Nadiških, da bi začela projekt relacijske umetnosti. Poimenovali smo ga Home (Dom).
“Filo, catena, filastrocca, trama. Lei, Chiara Vigo, è l’ultima sciamana mediterranea. Come facevano le donne-maghe fenicie, babilonesi, assire, le Signore delle acque, è capace di filare il bisso, fibra vegetale preziosissima che si estrae da alcune conchiglie marine.
I filamenti sono sottili, impalpabili. Devi dipanarli sull’orlo delle labbra, impastandoli con la saliva, in punta di lingua, recitando antiche cantilene, per poi lasciarli intrecciare nelle lente volute di un pendolo. Magia, canto e incantamento. Furono questi i lacci con cui Calypso tenne schiavo Ulisse, per sette anni, nella sua isola di Ogigia, l’ombelico del Mare? Sono convinto di sì:
« Nel focolare ardeva un grande fuoco, si sentiva per l’isola l’odore del tenero cedro e di tuia che bruciavano: ella, cantando con leggiadra voce, muovendosi davanti al telaio, tesseva con una spola d’oro”. (Odissea, V, 59-62). »
Una rete sottilissima che pare fatta di vento. Grazie a kalā teatro per avermela fatta conoscere e incontrare in un pomeriggio di narrazioni e suggestioni difficile da dimenticare.”
Angelo Floramo
chiara vigo maestro di tessitura, ultima sacerdotessa del mare
manuel marrese ideazione, regia luana pignato danza, coreografia, comunicazione francesco luise disegno del suono laura bisceglia violoncello, voce, tampura ashti abdo voce, saz, duduk, didgeridoo, tubi, rubinetti mehdi limoochi setar, taar, santur, insegnamenti sufi, barzellette allen shaw illustrazioni sophie marchand danza camilla isola danza mattia carlucci danza chiara spizzo arpa, voce, tamburo sciamanico walter forestiere voce, percussioni antonio raia sassofono anna maria civico canto
gessica pignato grafica rocco martino foto di scena michele pegan cura del suono lucia de monte costumi di scena delfina capuzzo collaborazione ai costumi stefano giacomuzzi video cristina burelli – libreria martincigh custode della carta delle lettere amal mima karam pro-curatrice del nutrimento
un ringraziamento speciale a roberto kusterle, che ha donato una sua opera a quest’idea: “preghiera”, dalla serie abbraccio nel bosco.
si ringrazia l’Istituto comprensivo bilingue Paolo Petricig di San Pietro al Natisone per la collaborazione.
inoltre ringraziamo, per tante cose: roberto, moreno, patrick, jeff, francesco, lorenzo, stojan