3 settembre

ore 15:00 – 18:00

4 e 5 settembre

ore 09:00 – 12:00

la casa del tempo, altana

Diacronia del Corpo – La Tarantella, oggi

laboratorio condotto da Mattia Carlucci

Un laboratorio che pone al centro il corpo come spettro di convivenza di passato, presente e futuro – appunto diacronico. In cui la matrice rituale antica respira ancora nel corpo degli uomini e delle donne di oggi, venendo fuori tramite i gesti, i simboli, i codici e i passi legati alla coreutica di tradizione orale.

Non un mero laboratorio di danza – ma un’officina, un cantiere sempre in divenire e trasformazione. Un rito che pur rinnovandosi sempre mantiene un vocabolario, una liturgia, una pratica eterna. La domanda è cosa sopravvive dell’antico ancora oggi? Perché abbiamo ancora bisogno di una ritualità? Perché certi suoni e certi ritmi ci chiamano ancora?
La danza di tradizione si lega a un concetto che mi piace chiamare: geografia della danza – il passo racconta il luogo dove si posa.

Mattia Carlucci: originario di San Vito dei Normanni è danzatore e insegnante di danze di tradizione orale del Centro e Sud Italia. La sua ricerca pone un accento sugli aspetti simbolico-rituali di queste danze, intercettandone le possibili relazioni che essi istaurano con le pratiche performative contemporanee del teatro e della danza.

Dal 2018 è membro del Corpo di Ballo della Compagnia di Ambrogio Sparagna e Orchestra Popolare Italiana (Auditorium Parco della Musica di Roma). Autore degli spettacoli: Vi.Pa.Ro – Storie di Santi e Veleni; Moroloja – da Fedra a Pasolini, Sentiti Tabacchine e Bye Bye My Love.

Dare forma all’invisibile

laboratorio condotto da Luana Pignato

Come tornare ad abitare il corpo in un tempo che ci rende sempre più disconnessi da noi stessi, dagli altri e dal mondo vivente? Il laboratorio nasce da questa domanda e propone un percorso di ricerca corporea, improvvisazione e composizione volto alla creazione di una breve partitura coreografica personale. Il lavoro non si basa su passi codificati, ma sulla scoperta di un linguaggio fisico autentico, generato dal vissuto, dalle emozioni e dall’immaginazione. Centrale sarà l’incontro con la parola poetica, parola non ordinaria, accolta come stimolo creativo e materia drammaturgica per esplorare il dialogo tra scrittura, voce e movimento. Un percorso di ritorno all’essenziale, alla ricerca di un gesto autentico capace di creare relazione e presenza.

Luana Pignato, danzatrice e coreografa indipendente di base a Berlino, già ballerina presso il Magdeburg Ballet ed il Mecklenburgisches Staatstheater Schwerin in Germania e presso la compagnia White Dance Theater di Izadora Weiss a Varsavia, intraprende nel 2020 una carriera indipendente, realizzando produzioni di danza-teatro in Germania e in Italia in collaborazione con artisti internazionali. Con una solida formazione classica (diploma presso la scuola di danza del Teatro dell’Opera di Roma) e una passione profonda per la danza teatro, esplora nuove forme espressive mescolando linguaggi artistici tradizionali e innovativi. Nel 2021/22 viene finanziata dal ministero tedesco della cultura e dei media per i suoi progetti di ricerca coreografica.

Nel 2023 insieme a Manuel Marrese fonda in Friuli-Venezia Giulia kalā teatro, compagnia di teatro-danza che riunisce artisti da tutto il mondo per lavorare ad un’idea di arte partecipata e immersiva. Tra le sue creazioni più recenti: Detentio Corporis (2024), poema danzato ispirato alla vita e alle opere di Camille Claudel; Tanit – La chiave della vita (2026). È autrice del libro d’artista In Lumine.