3 settembre

ore 15:00 – 18:00

4 e 5 settembre

ore 09:00 – 12:00

la casa del tempo, altana

Il suono che resta

laboratorio condotto da millacu

Un laboratorio di ascolto, raccolta e trasformazione del suono. A partire dal field recording, si esplora come un’idea possa diventare materia sonora, e come il suono possa evocare immagini, sensazioni e paesaggi. I/le partecipanti saranno guidati/e nella registrazione dell’ambiente e nella rielaborazione digitale dei materiali raccolti, per creare insieme un tappeto sonoro condiviso. Il percorso si apre poi all’improvvisazione: voce, strumenti, parola e movimento entrano in dialogo con il paesaggio sonoro costruito collettivamente. Un invito ad affinare l’ascolto, sperimentare e lasciarsi attraversare dal suono come pratica creativa.

millacu (Camilla Isola) è una performer e artista sonora italiana. La sua ricerca sonora trae ispirazione dal quotidiano ed esplora i rapporti che esistono tra paesaggio e presenza. Attraverso la rielaborazione del suono registrato, strumentale e della voce, millacu si muove tra atmosfere ambient, choral, drone e sonorità sperimentali, arrivando a ritmi uptempo e deconstructed. Oltre alla ricerca personale, compone sia per coreografie tra queste Detentio Corporis (Luana Pignato – Teatro San Giorgio), Glimtar (Sara Augieras Madeleine Jonsson – The Place Theatre), Migraciones* (Josefina Maro – LOFFT Das Theater), Spazi Amplificati (Martina Tavano – Casa Cavazzini) e Winter Tears (Laura Calcagno – The Place Theatre), che per cortometraggi tra questi She Sells Shellfish (Lily Tonkin Well – British Short Film Award 2023, Saatchi Lates, Aesthetica 2023). Insieme a Matteo Rivetti è artista residente presso Noods Radio di Bristol col progetto Letargia Morale, e voce e flauto nell’album Life Anew di SY/N e nel progetto treeorganico. E’ menzionata nella seconda edizione di Basta Now. Women, Trans & Non-binary in Experimental Music di Fanny Chiarello.

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