giovedì 3 settembre
h 10:00
riscrivere il mondo. cerimonia di apertura
La Casa del Tempo, Altana
Una compagnia di artisti si dà appuntamento alla Casa del Tempo per riscrivere il mondo, le sue leggi, la sua narrazione. Perché le cose così come stanno, non vanno. Non fa, senza amore – dice il maestro. Cerchiamo di fare qualcosa che viaggi con la coscienza.
con kalā teatro
h 12:00
cum panis. rito di panificazione collettiva
La Casa del Tempo, Altana
Una grande tavola davanti casa, un invito a rallentare e a ritrovarsi. Qui il pane torna a essere gesto collettivo, rito antico che intreccia mani, storie e tempi. La parola compagno viene da cum panis, colui con cui si condivide il pane. Mentre la farina incontra l’acqua e le mani danno forma alla materia, riaffiora una memoria ancestrale: quella del nutrire e dell’essere nutriti, del creare insieme, del riconoscersi parte dello stesso focolare.
con Amal Mima Karam
h 15:00 – 18:00
laboratori
La Casa del Tempo, Altana
canto, Hanna Civico
danza, Mattia Carlucci e Luana Pignato
sketching, Allen Shaw
calligrafia, Mehdi Limoochi
field recording, Camilla Isola
h 19:00
lezione – concerto su mistica sufi
La Casa del Tempo, Altana
«Una danza nel cuore della piazza desidero» Rumi, il Samāʿ e il linguaggio della musica.
Un viaggio nel sufismo islamico e nella spiritualità dell’amore.
con Mehdi Limoochi
h 21:00
patina
La Casa del Tempo, Altana
La performance intreccia campioni di pianoforte, voce, registrazioni ambientali e suoni raccolti nel quotidiano. Attraverso loop e stratificazioni, questi frammenti si ripetono, si trasformano e lentamente si sgretolano.
Le imperfezioni della voce, del pianoforte scordato e i rumori delle registrazioni diventano materia sonora: non errori da correggere, ma tracce che custodiscono una presenza, una memoria e un timbro specifico.
con Camilla Isola
venerdì 4 settembre
h 07:00
casa. risveglio armonico
La Casa del Tempo, Altana
Per ritrovare i nostri sensi, abitare i nostri spazi, vivere i nostri tempi – presenti.
Una pratica di risveglio guidato dove il corpo ci ricorda e si ricorda la cura, la lentezza, la bellezza di aprire gli occhi con meraviglia, essere cuore pulsante, riconoscersi creatura viva.
con Chiara Spizzo
h 09:00 – 12:00
laboratori
La Casa del Tempo, Altana
canto, Hanna Civico
danza, Mattia Carlucci e Luana Pignato
sketching, Allen Shaw
calligrafia, Mehdi Limoochi
field recording, Camilla Isola
h 15:00
rito dell’acqua. passeggiata silenziosa alle cascate di kot
Cascate di kot, San Leonardo
Andare all’acqua, chiedere a lei consiglio. Seguire il corso del torrente, lasciare sia lui a guidarci. Cercare, attraversare, immergersi, rinascere. E poi tornare.
Luogo di ritrovo: parcheggio di accesso al sentiero che porta alle cascate di Kot.
con kalā teatro
h 19:00
I eamma me’ ἡσυχία canto nudo
La Casa del Tempo
La voce viene tesa come un utensile da affilare. Battere finché è a filo. Dove conduce la filatura? La risonanza è importante: risponde / chiama. Il corpo, la voce e il gesto si abbeverano a falde antiche, mediterranee, localizzate, presenti. Ed è l’ambiente che muove il suono insieme ad Hanna, costruendo legami atemporali con i luoghi mentre strati di memoria si aprono e illuminano una corpografia interiore. I canti nella precisione minimale della musica di tradizione orale-aurale Mediterranea sono sempre rivolti all’incontro necessario con il flusso vivente. È un’azione viva tra suoni a stisa, melismi, microvariazioni, silenzi. Come udire la voce spregiudicata di una preghiera dalla sua torre o da un ipogeo. Ἡσυχία (esichia) = silenzio, tregua, quiete, luogo distante da tumulti. È una predisposizione all’ascolto dove lo spazio esterno e interiore si trovano nello stesso fuoco, sono domini che si riflettono, passano nostalgie misteriose, amandole.
di Hanna Civico
h 21:00
Inanna – A Sound Journey
La Casa del Tempo
Una performance rituale dove il suono si fa mezzo per ripercorrere il viaggio iniziatico della dea sumera Inanna, invitandoci a seguire il suo passo attraverso i nostri paesaggi interiori.
Voce, arpa, tamburo, respiro evocano tempi e spazi sonori dove il confine tra mito e quotidianità, divino e umano, universale e individuale diviene labile, toccando le corde dove la storia di Inanna ancora risuona dentro di noi e accompagnandoci a varcare le sottili soglie di ogni nostra vita, morte e rinascita.
di Chiara Spizzo
sabato 5 settembre
h 07:00
breath. risveglio armonico
La Casa del Tempo
Risvegliarsi insieme. Aprire gli occhi alla luce e sentire, in ogni respiro, il respiro del mondo. Riportare in vita le fibre che ci muovono e ci sostengono, risvegliando il corpo e i sensi attraverso pratiche di ascolto, riattivazione e presenza. Un invito a ritrovare il proprio ritmo, a riconnettersi con la natura e con il vivente, iniziando la giornata in uno stato di apertura e consapevolezza.
con Luana Pignato
h 09:00 – 12:00
laboratori
La Casa del Tempo, Altana
canto, Hanna Civico
danza, Mattia Carlucci e Luana Pignato
sketching, Allen Shaw
calligrafia, Mehdi Limoochi
field recording, Camilla Isola
h 17:00
corpo celeste. concerto poetico per voce e violoncello
La Casa del Tempo
Un lavoro che prende ispirazione da una lettura, corpo celeste di Anna Maria Ortese; e da un testo scritto a commento del libro da Chandra Livia Candiani; un testo che parla di terra, uomo, mondo, rinascita. Intorno a queste parole è cominciato un lavoro di ricerca che indaga la natura, la potenza della parola poetica, per ricordare a noi stessi e agli altri il nostro legame indissolubile con la terra. La voce poetica e il suono del violoncello si fanno sinfonia, e corpo celeste diventa un modo per fare insieme esercizio di attenzione, per generare un movimento interiore che produca cambiamento dentro e fuori di noi, azioni nuove capaci di scardinare la routine quotidiana verso uno stare al mondo altro, in armonia con il circostante, il tutto di cui siamo parte; nelle parole di Anna Maria Ortese, “restituire al reale il significato di appartenenza a un’altra realtà, più vasta e inconoscibile, con la quale sembrerebbe necessario, per rinnovarsi, confrontarsi ogni tanto.”
di Manuel Marrese e Laura Bisceglia
h 19:00
Tanit. la chiave della vita
La Casa del Tempo
Una ricerca coreografica che nasce dal gesto del tessere.
Da qui inizia un viaggio che attraversa il corpo e la memoria, alla ricerca di Tanit, antica dea fenicia della fertilità, e delle figure femminili che ne custodiscono l’eredità.
Clotho, che tesse il filo del destino senza mai fermarsi. La tarantata, il cui corpo si spezza per poi ricomporsi danzando, trasformando il dolore in movimento. La guaritrice e la strega, che custodiscono un sapere tramandato in silenzio, di mano in mano. La Grande Madre, che accoglie ogni figlio del mondo cullandolo con una ninna nanna arrivata da lontano.
È una danza che ricorda e che cura. Che tiene stretto quel filo invisibile capace di legare l’essere umano alla terra, alle stelle, al respiro del cosmo intero. Una danza che nasce dal corpo delle donne, voce antica di forza e resistenza. Un corpo che si fa terra, che si fa cielo. Dove ogni ferita, pian piano, impara a farsi radice. E ogni radice, prima o poi, fiorisce in guarigione.
di Luana Pignato
h 22:00
exodus
La Casa del Tempo
Un concerto che attraversa montagne, confini e memorie, intrecciando i canti del Kurdistan con le tradizioni musicali del Medio Oriente. Le melodie diventano un ponte tra terre lontane, custodendo storie di appartenenza, migrazione e resistenza. Ashti Abdo, originario di Afrin, nei pressi di Aleppo, è cantante, autore e polistrumentista. Da bambino, sulle colline che circondano il suo villaggio, impara a riconoscere il linguaggio del vento, degli alberi e delle voci degli anziani, che affidava ai canti la memoria della loro terra. Inizia a cantare prestissimo, cullando la sorellina, e a suonare il tembûr (saz), antico strumento simbolo della cultura curda. Trasferitosi in Italia durante l’adolescenza, continua il suo percorso musicale, approfondendo da autodidatta altri strumenti e costruendo una ricerca artistica che unisce radici, incontro e trasformazione. Un’esperienza di ascolto che invita a lasciarsi attraversare dalle storie custodite nella musica, dove ogni nota diventa gesto di memoria e dialogo con la natura.
di Ashti Abdo
domenica 6 settembre
h 07:00
concerto meditativo
La Casa del Tempo
Le profonde vibrazioni del violoncello accompagnano il sorgere del sole in un viaggio sonoro dove la musica si intreccia con la luce nascente in profonda connessione con la natura.
con Laura Bisceglia
h 10:00
shared practices. restituzione pubblica dei laboratori
La Casa del Tempo
Un momento di restituzione pubblica pensato per condividere ciò che è emerso nei laboratori. Un tempo di incontro in cui le diverse pratiche artistiche si mettono in relazione, entrano in risonanza e si ascoltano reciprocamente, facendo dialogare gesti, segni, suoni e movimenti nati dall’esperienza comune. Tutto è uno, insegnano i maestri d’Oriente: in questa condivisione le discipline si dissolvono nei loro confini e diventano un unico respiro, una pratica comune di presenza, ascolto e trasformazione.
h 17:00
riscrivere il mondo. cerimonia di congedo
La Casa del Tempo
un evento partecipato, un cammino condiviso. È un invito a esercitare l’attitudine al congedo: la capacità di salutarsi, di lasciarsi, di accogliere la separazione non come una fine, ma come una trasformazione.
È un gesto che attraversa una ricerca artistica sotterranea, fatta di incontri, risonanze e continue metamorfosi. Le traiettorie dei membri di kalā teatro si intrecciano, si sfiorano, si sovrappongono, dando vita a una sinfonia di linguaggi, visioni e presenze. Poi si disperdono di nuovo, seguendo il corso di un fiume carsico: scompaiono alla vista, continuano a scorrere nel sottosuolo, invisibili ma vivi.
E, come ogni fiume carsico, quella ricerca riemergerà. Chissà dove, chissà quando, sotto quale forma. Perché il congedo non interrompe il percorso: lo trasforma, lo affida al tempo, lo lascia continuare altrove.
con kalā teatro
h 20:00
meraviglioso sconcerto
La Casa del Tempo
un concerto conclusivo dove le diverse anime di kalā teatro si intrecciano, la musica si fonde con il canto, la poesia e la danza per dare vita ad un’opera corale, mai finita, un’opera aperta pensata soltanto per lasciare tracce, segni su un percorso che il gruppo compie insieme da quel primo cammino artistico, a passo d’asino, e che adesso prosegue in terre nuove, attraverso nuovi incontri.

