kalā teatro APS
Vicolo Riviera 9
33034 Fagagna (UD) Italia
CF. 94157970305


Privacy | Cookie | Trasparenza
ideazione e regia
Manuel Marrese
coreografie e danza
Luana Pignato e Naomi Citriniti
sound design
Francesco Luise
pianoforte
Rocco Mentissi
organetto
Giovanni Cerbasi
djembè e cajòn
Adriana D’Ambrosio
oud e setar
Mehdi Limoochi
scene
Gerardo Viggiano e Mario Pignato
in scena
Jole Franco, Filomena Martino, Rosanna Russillo, Maria Brancucci, Graziella Troiano, Vita Russo, Rocco Marsico e con Francesca Caivano, Gaia Carella, Noemi Potenza, Andrea Cappiello, Davide Caponigro, Domenico Parisi, Francesco Caivano, Lucilla Gruosso
assistente alla regia
Gabriele Margiotta
fonico di sala
Rocco Tomasillo
riprese video
Rocco Martino e Gessica Pignato
service audio e luci
Sound Technologies Engineering
L’idea
Lo spettacolo guarda al mondo rurale per ricercare in esso i segni di un mondo perduto, interrogandosi su ciò che è stato smarrito nel passaggio da quel tempo al tempo presente. I gesti del passato vengono letti nella loro dimensione rituale, sacra, trascendente, che rimanda ad un altrove. Al cuore dello spettacolo c’è l’urgenza di ribadire la necessità di recuperare una dimensione contemplativa nella vita; così il lavoro volge lo sguardo a Oriente, che ha maturato in questo un’esperienza millenaria.
I laboratori
Il progetto si è sviluppato attraverso una serie di laboratori di teatro-danza durante i quali i partecipanti sono stati coinvolti, attraverso una ricerca poetica e coreografica, nel processo di creazione dello spettacolo. Il progetto inoltre presta particolare attenzione alla dimensione dell’infanzia, coinvolgendo i bambini della scuola primaria grazie alla collaborazione con l’istituto comprensivo di Picerno.
La ricerca artistica
Mondo antico, mondo contadino, mondo perduto. Guardare quei gesti, che oggi appaiono veri e propri rituali. Per noi teatro è un modo per celebrare quel rito, riconoscere in quei gesti un valore che va al di là del significato immediato, contingente, e rimanda ad altro, ad un altrove. Arte è per noi ricerca di un altrove, oltre il quotidiano; e quando guardiamo al quotidiano è per ricercare in esso i segni dell’assoluto, infinito.
“probabilmente anche il più raffinato tra noi risulterebbe un barbaro se oggi lo si paragonasse a sua nonna che per decenni si era potuta permettere di dedicarsi ai quotidiani esercizi spirituali e a solfeggiare la sua melanconia.” Gunther Anders